SPLIT PAYMENT dal 1° luglio 2017 anche per i compensi delle Pa ai professionisti

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Si estende l’ambito di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti dell’IVA (c.d. split payment).

Dal 1° luglio 2017 anche i professionisti che eseguono prestazioni nei confronti della Pubblica Amministrazione, dovranno emettere fattura con la dicitura "Operazione assoggettata alla scissione dei pagamenti (split payment) con IVA non incassata dal cedente ai sensi dell'art.17-ter del DPR 633/1972" e incasseranno solo l’imponibile, mentre l'Iva sarà versata all'Erario dalla stessa pubblica amministrazione, invece che al fornitore.

Questa una delle novità introdotte dal DEF 2017, approvato dal Consiglio dei Ministri l’11 aprile 2017.

Tuttavia sono già nate alcune perplessità in merito. L’estensione del meccanismo della scissione dei pagamenti ai professionisti può creare problemi di liquidità, in quanto la mancata riscossione dell'Iva da parte del professionista, creerà uno squilibrio finanziario dovuto al pagamento diretto dell’Iva a debito ai propri fornitori che non sarà bilanciato dalla riscossione dell’Iva a credito dai propri clienti.
Si ricorda che all'epoca dell'introduzione di tale meccanismo i professionisti furono esclusi dalla sua applicazione, essendo già soggetti a ritenuta all'atto dell'incasso delle fatture. Non vi sono quindi motivi per non confermare detta esclusione anche ora che lo split viene esteso alle operazioni nei confronti delle società pubbliche e delle quotate. Anche il professionista che opera nei confronti di questi ultimi soggetti, infatti, subisce la ritenuta, per cui il mancato incasso dell'Iva finisce per duplicare il prelievo sulla medesima fattura.
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