ANALISI IFAC: STUDI, IL FUTURO E' IL CLOUD

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La ricerca di nuovo personale e la fidelizzazione dei collaboratori già assunti sono tra le principali sfide che coinvolgono i commercialisti a livello internazionale. Mentre sul fronte tecnologico l'attenzione è diretta principalmente all'aggiornamento di hardware, software e sul passaggio al cloud.

Sfide che i professionisti possono sperare di affrontare anche alla luce del lieve aumento del fatturato dei piccoli e medi studi riscontrato nel 2016. Questi i dati emersi dal sesto Global Smp Survey, il sondaggio annuale promosso da IFAC (International federation of accountants) sulle tendenze e sulle esigenze degli studi dei commercialisti a livello mondiale e resi noti, ieri, dal Cndcec.

Nel dettaglio, «l'analisi è frutto del sondaggio rivolto a studi di piccole e medie dimensioni, per un totale di 5.060 risposte (di cui 139 provenienti da professionisti italiani) e 164 paesi partecipanti», si legge nella nota diffusa ieri dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. 
Lo studio condotto mostra come, per i piccoli studi le sfide principali siano legate alla ricerca di nuovi clienti e all'aggiornamento normativo, mentre gli studi di maggiori dimensioni (ovvero con più di 20 collaboratori) tendono a dare priorità alla selezione del personale e alla spinta al ribasso dei compensi. Allo stesso tempo, poi, «è cresciuta in termini considerevoli la percezione dell'impatto che l'innovazione tecnologica avrà sulla professione nei prossimi cinque anni: l'esigenza di aggiornare hardware e software, così come il passaggio al cloud, sono arrivati in cima alla classifica delle sfide legate alla tecnologia» spiega il Consiglio nazionale.

Per quanto attiene, invece, i risultati futuri che potranno essere conseguiti da piccoli e medi studi, l'attesa è quella di una crescita guidata dai servizi di consulenza, insieme a quelli di contabilità, compilazione e altri servizi correlati (esclusi quindi assurance e revisione), rispettivamente con il 45% e 44% di incremento del fatturato previsto in queste aree per il 2017. Nell'ambito della consulenza prestata dagli studi professionali dei diversi paesi i servizi più diffusi riguardano l'ambito societario e le operazioni straordinarie (48%, e in prevalenza negli studi di maggiori dimensioni) e la contabilità gestionale (46%, interessando anche gli studi costituiti da un solo professionista). 
Focalizzando l'attenzione sulla situazione italiana, però, le prospettive sono meno rosee, con aspettative al ribasso per quanto riguarda i servizi di contabilità.
 
L'analisi, infine, ha messo in evidenza un aspetto legato alla quotidianità degli studi: il rapporto tra le ore di lavoro fatturabili e quelle totali, detto tasso di utilizzo.  Il tasso di utilizzo, rispetto ai colleghi degli altri Paesi, per i commercialisti italiani evidenzia, in generale, una ridotta possibilità di vedere il proprio lavoro remunerato adeguatamente senza gli opportuni interventi organizzativi e metodologici inerenti il controllo dei tempi di lavoro dedicati ai clienti.
 
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